domenica 15 aprile 2018

Gallerie del Monte Cengio - Sentiero dei Granatieri

Zona: PREALPI VICENTINE
Partenza: PIAZZALE PRINCIPE DI PIEMONTE (1286 mt)  Parcheggio https://goo.gl/maps/teKSXATGw3F2
Arrivo: CIMA MONTE CENGIO (1354 mt)
Punto di appoggio: Rifugio al Granatiere
Dislivello: 200 mt
Difficoltà: E (Escursionistico)
Periodo consigliato: da Aprile a Novembre
Tempo di percorrenza: 2,5 h escluse soste
Distanza totale da percorrere: 4 km
Cartina Tabacco n° 50




Il 15 maggio 1916, ad un anno dall'inizio della prima guerra mondiale, l'esercito austro-ungarico lanciò un offensiva sugli altipiani trentini e veneti, meglio conosciuta come Strafexpedition, al fine di invadere la pianura padana e prendere alle spalle l'esercito italiano schierato sul Carso. Il 28 maggio 1916, dopo aver superato in ripetuti assalti le linee difensive italiane, i fanti imperiali entrarono ad Asiago e si prepararono ad affrontare l'ultimo baluardo montano a guardia della pianura vicentina: il pianoro del Monte Cengio....


La Brigata Granatieri di Sardegna, comandata dal Gen.Pennella, occupò alcuni rilievi a nord del Cengio, Monte Barco, Monte Belmonte, quota 1152 di Cesuna oltre allo stesso sistema montuoso del Cengio. Su queste posizioni i valorosi soldati combatterono per giorni senza cannoni, con poche munizioni e con scarse riserve di viveri ed acqua.
Il 3 giugno 1916, dopo aver respinto per giorni i furiosi assalti degli austro-ungarici, subendo gravi perdite, i granatieri si trovarono circondati nelle trincee del Monte Cengio. Con un ultimo assalto l'esercito imperiale conquistò la montagna. Di circa 10.000 uomini che erano giunti ad Asiago, riuscirono a salvarsi poco più di 1.000

Per visitare i luoghi sacri del Monte Cengio il punto di partenza è il piazzale Pricipe di Piemonte:


I cartelli informatori segnalano l'inizio del percorso:


Partiamo per il sentiero:


La mulattiera scorre nel bosco:


Le prime Anemoni Fagatella sono già fiorite:


In breve si arriva alla prima galleria cannoniera, costruita per posizionare 4 cannoni da montagna da 70 mm con direzione di tiro verso la Val Silà. La postazione venne costruita tra la primavera e l'estate del 1917 dal Drappello Autonomo 2° Compagnia Minatori appartenente al Comando Genio del XXVI Corpo d'Armata sotto il comando del Ten. Cardillo. La galleria larga mediamente 2 mt sviluppa una larghezza di circa 74 ml, su di essa si affacciano 4 caverne/deposito munizioni profonde 3 ml. La batteria chiudeva ad est il complesso sistema difensivo del caposaldo del Monte Cengio che si collegava poi all'adiacente caposaldo di Monte Barco:


Interno della galleria:


Postazione di uno dei cannoni:


Usciamo dalla galleria e ci dirigiamo verso la Granatiera:


Entriamo nella seconda galleria:


Le passerelle in ferro facilitano i passaggi in galleria:


Scaletta per l'osservatorio:


All'uscita dalla galleria ci dirigiamo verso il ridotto di quota 1363 mt:



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Ci godiamo il primo punto panoramico sulla pianura vicentina:


Entriamo nella galleria che precede le trincee:


Il cartello indica la trincea e anche la prosecuzione del percorso:


Uscita della galleria precedente:


Il ridotto di quota 1363 mt rientra nel più ampio sistema difensivo messo a punto all'indomani della battaglia del monte Cengio. In particolare i sistemi difensivi erano 3, e tutti consentivano di fiancheggiare efficacemente il sistema laterale, per ciascun sistema si poteva contare su postazioni in pozzo per mitragliatrici, postazioni in caverna, camminamenti di raccordo:


Proseguamo il nostro percorso in galleria:


Fortemente presidiato dalle truppe italiane e completamente privo d'acqua, il Monte Cengio fu tra le posizioni che per prime imposero la costruzione di un nuovo acquedotto che già nel gennaio 1917 potè funzionare fino a Malga Forcella. Completato in seguito per aumentarne la potenzialità, l'acquedotto del Cengio alimentò un'estesissima rete di tubazioni che si estendeva da Monte Barco e Monte Pannocchio verso la Val d'Assa fino a Cima Arde e, a Est, verso la Val Canaglia raggiungendo a nord l'abitato Treschè Conca. Il dislivello totale di 1150 metri veniva superato con due stazioni di sollevamento. Dal torrente Astico l'acqua raggiungeva così il serbatoio in caverna della capacità di 150 mc situato lungo la "Granatiera" da cui veniva poi distribuita in tutta la zona.
Una delle diramazioni più importanti raggiungeva Campiello dove si effettuava il rifornimento di molte delle truppe italiane dislocate nella zona meridionale dell'Altopiano.

Una stretta laterale porta ad un punto di vedetta molto panoramico sulla pianura vicentina:


Panoramica sul monte Novegno..:


... visibile innevato anche il Monte Pasubio, in basso la chiesetta dedicata ai Granatieri di Sardegna:


Ritorniamo in galleria e una volta usciti il percorso prosegue in cengia protetta da parapetto in corda metallica:


Curiosi passaggi con possibilità di fare una pausa ad ammirare il paesaggio:


Uno sguardo indietro alla cengia appena percorsa:


Piazzale dei Granatieri, da qui è possibile dirigersi al Rifugio al Granatiere o continuare per gallerie fino alla Cima del Monte Cengio:


Noi continuamo per gallerie:


Lavori di puntellazione e messa in sicurezza:


Affascinante percorso in galleria:


Apertura in galleria con panoramica sulla pianura vicentina:


Il percorso prosegue in cengia protetta da cordino metallico:


In vista della cima del Monte Cengio:


Curioso passaggio fra un torrione e la cima:



In  breve si passa per la galleria del Comando, situata alle pendici di quota 1351 mt, costituiva anche l'ingresso alle caverne dove erano situati i pezzi d'artiglieria da 149 mm. I cannoni qui posizionati avevano il compito di ostacolare l'avanzata austriaca lungo la Val d'Astico e  proprio la loro efficace azione costrinse i comandi austriaci a dover conquistare, nel piu breve tempo possibile, il Monte Cengio. Durante la battaglia del giugno 1916, i cannoni vennero portati all'aperto, sul piazzale dinnanzi all'entrata della galleria, da dove contrastarono, anche se solo per poco tempo, gli assalti dei soldati imperiali. Terminate le munizioni, rimasero inutilizzati. La caverna oltre che da Comando fungeva anche da posto di primo soccorso.


Piazzale Pennella:


Altri 5 minuti di cammino e si sale in cima al Monte Cengio:


la Cima del Monte Cengio con l'altare:



Vista sul tratto finale del percorso in cengia:


Monumento al Granatiere, costruito con le schegge di granata trovate sul Monte Cengio:


Il monumento è situato davanti alla chiesetta dedicata ai Granatieri:


Nelle vicinaneze sorge il rifugio al Granatiere:


Si può scegliere di tornare per la strada asfaltata...:


...oppure di rifare le gallerie a ritroso:


Ritornati al parcheggio, dove sorge la chiesa dedicata ai donatori AVIS:


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