domenica 5 agosto 2018

Sass de Stria, trincee e gallerie della Prima Guerra Mondiale

Zona: DOLOMITI AMPEZZANE
Partenza: FORTE INTRA I SASS (2168 mt)  Parcheggio Forte https://goo.gl/maps/JK3T57q43S42 
Arrivo: SASS DE STRIA (2477 mt)
Dislivello: 300 m
Difficoltà: E - con brevi tratti di scalette attrezzate
Periodo consigliato: da Giugno/Luglio ad Autunno inoltrato (neve permettendo, informarsi chiamando il rifugio)
Tempo di percorrenza: 2 h escluse soste
Distanza totale da percorrere andata e ritorno: 3 km circa
Cartina Tabacco n° 3




Il Sass de Stria (in ladino "Strega") sovrasta il Falzarego e domina la strada delle Dolomiti nonchè l'accesso alla Val Badia tramite il Passo Val Parola. Era dunque un baluardo d'importanza strategica durante la Prima Guerra Mondiale anche perchè appoggiava verso est il Piccolo Lagazuoi aspramente conteso, verso ovest la zona altrettanto combattuta di Passo Sief e del Col di Lana, quindi costituiva per gli austriaci un eccellente posto di osservazione.
Fu quindi attrezzato con ben 24 bocche di fuoco fra cannoni, mortai ed obici e un numero imprecisato di mitragliatrici, lanciamine, fucili fissi per sparare sulle postazioni nemiche di notte, con la nebbia, presenti anche i fari per illuminare il terreno antistante, il tutto 
servito da trincee e gallerie illuminate. Poiche era problematico servire la zona a est denominata Goiginger in quanto attraversava la fiancata ripida esposta al fuoco italiano, nel 1916 si scavò una galleria di accesso all'anticima lunga 500 m, in cui si sistemarono anche ricoveri, magazzini, una cucina, posti di osservazione defilati, postazioni di mitraglie, lanciamine e due cannoni M98 con feritoia ad apertura minima calibro 80 provenienti dal forte disarmato Intra I Sass.
L'ingresso della galleria era ben visibile dalla Cengia Martini italiana, si pensò dunque di prolungare la galleria ma la ritirata dal fronte dolomitico a causa della disfatta di Caporetto rese vano sia quel progetto che ogni altra azione bellica.
Gli italiani tentarono di conquistare tre volte il Sass de Stria, il primo attacco del 15 giugno 1915 fu respinto da pochi difensori austriaci, appoggiati però validamente dai bavaresi dell'Alpenkorps già esperti di guerra. Nella notte seguente gli alpini del battaglione Val Chisone riuscirono a raggiungere la sella dell'anticima e a fare prigionieri gli austriaci ma il giorno 18 i vincitori ricevettero dal generale Pietro Marini l'incomprensibile ordine di ritirarsi, così essi non poterono mai più riprendere la posizione così importante. 
Il secondo attacco avvenne il 9 luglio 1915 dopo un lungo martellamento di artiglieria che squarciò il forte Intra I Sass, ma non ebbe esito positivo.
Il terzo e ultimo attacco si verificò nella notte dal 17 al 18 ottobre 1915 in cui gli italiani si impossessarono anche della Cengia Martini, la pattuglia di 14 volontari guidata dal sottotenente Mario Fusetti scalò un angusto canalone sul versante del monte Castello riuscendo a raggiungere la vetta in quel momento sguarnita, ma per un malinteso non arrivarono i rinforzi con le mitragliatrici e i kaiserjager passarono al contrattacco uccidendo o facendo prigionieri i pochi ardimentosi incluso anche Fusetti il cui corpo non fu mai trovato, presso il Passo Falzarego fu posta una lapide a suo ricordo.
Da allora il Sass de Stria rimase saldamente in mano agli austriaci fino al termine della guerra.

Veniamo all'escursione: la partenza avviene presso il forte Intra i Sass (ora museo), seguendo le varie tracce che si diramano dal parcheggio, dalla base non si ha idea del dedalo di trincee e gallerie che si nasconde da metà montagna in sù:



Il Lagazuoi, in bella vista durante tutta l'escursione:


Il forte Intra I Sass:




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Il sentiero in questo tratto è ben visibile:


Uno sguardo indietro verso nord, a destra le Conturines:


Procediamo per sentiero visibile:


In alcuni tratti il sentiero è segnalato da paletti:


La Marmolada:


Il SettSass:


E ancora il Lagazuoi:


Iniziano le prime trincee:


Sguardo verso nord:


Un'altra delle numerose trincee ben ristrutturate:


Passaggi naturali trasformati in scalinate:


Ricovero di guerra:


Si noti che come casseri per i getti venivano usate le lamiere ondulate di copertura dei ricoveri:


Una delle tante gallerie:


Il Sass De Stria abbonda di passaggi naturali trasformati in scale:


Passaggi fra la roccia:


Galleria-ricovero con favolosa vista su.....


....la Marmolada


Altro passaggio fra una postazione e l'altra:


Si notino gli isolatori originali usati per i collegamenti elettrici per illuminare le gallerie:


Galleria ristrutturata:


Postazione di tiro:


La stessa postazione di tiro, dietro ha dei muretti di riparo:


A pochissima distanza due feritoie di tiro, presenti all'interno ancora i cassseri di getto in legno originali:


Tratto di una galleria:



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A brevissima distanza dalle postazioni delle foto precedenti si trovano le scalette per salire alla vedetta, lasciate lo zaino a terra in quanto il passaggio è molto stretto:


Resti di materiale utilizzato durante la prima guerra:


Il passaggio è stretto:


Si sbuca ad una feritoia naturale:


E si continua a salire fra strette roccie:


Si arriva dunque alla postazione di vedetta:


Da quassù si vedono parecchi camminamenti:


Da un'apertura naturale si vede il Lagazuoi:


Trincee vista Marmolada:


Passaggio ristrutturato:


Si sale verso la cima, la posizione di questo passaggio era protetta dal fuoco italiano:


Si continua su scale ricavate da rocce naturali:


Ops... metà luglio e ancora persiste un piccolo nevaio, lo superiamo con attenzione camminando con passo fermo:


Prima della cima ci sono delle scalette attrezzate:



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Il Lagazuoi da una feritoia:


Ultimi tratti attrezzati:



Tratti attrezzati con scale in legno:


Gallerie/ricoveri sotto la cima:



Ed eccoci sulla vetta ad ammirare il paesaggio più bello del mondo, le Dolomiti:


Area 5 Torri, Nuvolau, Averau:


La Marmolada:


Sett Sass:


Gruppo del Sella in lontananza:


A sinistra Conturines e a destra Lagazuoi:


Il Lagazuoi e l'arrivo della cabinovia:


La vetta:


Il ritorno avviene per la stessa strada di andata, felici di aver visitato questo luogo pieno di storia molto interessante per le testimonianze e le opere che sono giunte fino ai giorni nostri:



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