lunedì 18 luglio 2016

Ferrata Dibona sul Cristallo - Magnifica via su Sentieri di Guerra

Zona: DOLOMITI AMPEZZANE
Partenza: RIO GERE (1698 mt)  Parcheggio https://goo.gl/maps/1GFcPixm2qJ2
Arrivo: Cristallino D'Ampezzo (3020 mt) punto più alto della nostra escursione
Dislivello: 100 mt salita e 1400 mt discesa
Difficoltà: EEA (Escursionisti Esperti con Attrezzatura)
Periodo consigliato: da Giugno/Luglio a Settembre (neve permettendo)
Tempo di percorrenza: 7 h escluse soste
Cartina Tabacco n° 03



La spettacolarità della ferrata Dibona non ha eguali in tutto il panorama dolomitico, la vista spazia per tutta la durata del percorso sui principali gruppi dolomitici, dalla Croda Rossa d'Ampezzo, alle dolomiti di Sesto in mezzo si scorge addirittura il ghiacciaio del Grossglockner a Nord, in Austria, passando poi per Cima 11, Popera, Peralba, Le tre Cime di Lavaredo e il rifugio Locatelli, il Pelmo, la Croda da Lago, Averau, Nuvolau, la Marmolada, le Cinque Torri, si scorge molto bene Cortina nella sua vallata. Insomma non manca nulla, siamo sul tetto del mondo!!!
A rendere ancora più interessante l'escursione sono le numerose testimonianze della prima guerra mondiale, non dimentichiamoci che camminiamo su un vecchio sentiero di guerra.

Partiamo da Rio Gere dove lasciamo l'auto nell'ampio parcheggio e prendiamo la seggiovia per Son Forcia:


Giunti al Son Forcia ci colpisce subito la vista della Marmolada:


Ci dirigiamo verso la bidonvia:


Saliamo subito sulla vecchia bidonvia, oggetto di polemiche per la sua imminente chiusura, il primo impianto fu costruito per le Olipiadi di Cortina del 1956 come zona di riserva in caso di mancanza di neve, fu poi rifatta del 1970, è rimasta poi così fino ai giorni nostri. Non neghiamo che qualche briciolo di fifa viene anche a noi salendoci...


Arriviamo così al rifugio Lorenzi che sorge alla fine della bidonvia:



AGGIORNAMENTO: La bidonvia è stata chiusa definitivamente sabato 23 luglio 2016 per sentenza del TAR, di conseguenza per arrivare a forcella Staunìes è necessario avventurarsi per il ripido canalone (2,5 h) . Bisognerà fare a meno anche del Rifugio Lorenzi, chiuso dal 30 luglio 2016 per l'impossibilità di trasportare i rifornimenti.



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Vista dell'arrivo della bidonvia:


La giornata è freschetta per essere il 16/07/2016... zero gradi:


Vicinissimo all'arrivo della bidonvia c'è l'attacco della ferrata Dibona, ci imbraghiamo e partiamo:


Si parte con una comoda scaletta:


Dall'alto si scorge l'arrivo della bidonvia:


Prima opera di guerra 1915/1918, breve galleria:


Si prosegue per piccole opere che aiutano la progressione:


Brevi passaggi attrezzati:


Ed eccoci al famoso ponte sospeso lungo 30 metri che abbiamo visto in qualche scena di Cliffhanger (1993) con Sylvester Stallone:


Ci giriamo indietro e scorgiamo il rifugio Lorenzi e il ponte sospeso:



Si prosegue poi in cresta con la ferrata:


Paesaggi mozzafiato:


Si prosegue ancora in cresta:


La giornata è talmente tersa che si vedono le montagne dell'Austria:


Merita la piccola deviazione per il Cristallino d'Ampezzo (3020 mt)  punto più alto della nostra escursione:


Si intravedono i ricoveri di guerra:


Salita al Cristallino:


Quasi arrivati:


Breve pausa per meditare del più e del meno:


In lontananza le montagne facenti parte del parco Tre Cime...


... e del parco Fanes Sennes Braies:


Sulla sinistra la Coda Rossa d'Ampezzo:


La vallata di Cortina:


Ricovero di guerra:


Si scende sempre per cresta:


In centro il monte Civetta:


Si scende il costone roccioso:


E si arriva ad una postazione di tiro:





La bellissima Croda Rossa D'Ampezzo:


Si arriva al bivio di Forcella Granda, tenere la sinistra per continuare la ferrata:


Presenti ancora numerosi segni della guerra di un secolo fa:


Si passa davanti al ricovero che vedevamo prima dall'alto:




Per tutto il percorso i paesaggi sono sublimi: 


Monte Civetta sulla sinistra e vallata di Cortina in basso:


Immaginate come doveva essere combattere quassù con temperature proibitive:



Si supera il ricovero salendo leggermente:


Panoramica della zona appena percorsa e sullo sfondo il parco Tre Cime:


Dei tronchi aiutano a mantenere stabile il sentiero:


La via in questo tratto è tutta scavata su roccia:


Tavoloni sul vuoto:


Resti di baraccamenti:


Altri resti di baraccamenti:


Un cartello avvisa di non avventurarsi in una via senza uscita:


Panoramica; sulla destra le Tre Cime di Lavaredo, al centro il Monte Paterno,
per chi volesse vedere la relazione della bellissima ferrata del Paterno e delle Forcelle clicchi qui
http://www.montagnediescursioni.it/2017/08/ferrata-monte-paterno-e-delle-forcelle.html


Arriviamo al ricovero Buffa di Perrero...


...che però è inutilizzabile:



Continuiamo per facili ponticelli:


e per breve cengia:


La vedete anche voi la roccia con sembianze di testa umana?


Ecco l'ingrandimento:


La Croda Rossa d'Ampezzo:



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Altri resti di baraccamenti:


Siamo quasi in prossimità della prima uscita dalla ferrata:


Una nuvola che sembra la testa di un'enorme tartaruga sembra voler mangiare il mio amico Davide:


Abbandoniamo a metà percorso la ferrata Dibona per rientrare al Son Forcia:


Passiamo per rocce ammassate:


Attraversiamo una canalone:


Passiamo in mezzo ai pini mughi:


Ed entriamo della boschetta:


Arriviamo al laghetto Son Forca:


Attenzione: la seggiovia chiude ad una certa ora (in estate in questo periodo chiude alle 17) percui informatevi bene prima di salire di quali sono gli orari di chiusura e calcolate di essere al Son Forcia per tempo altrimenti dovete scendere a piedi fino a Rio Gere


Un ultimo sguardo all'ovovia che è stata smantellata:

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