domenica 28 agosto 2016

Piz Boè (3152 mt) Gruppo del Sella - Sass Pordoi

Zona: DOLOMITI DI FASSA
Partenza: PASSO PORDOI (2239 mt)  Parcheggio cabinovia  N 46.488037, E 11.811049
Arrivo: PIZ BOE'(3152 mt) senza prendere la cabinovia per il ritorno
Dislivello: 400 mt salita e 1050 mt discesa
Difficoltà: E (Escursionistico)
Periodo consigliato: da Giugno/Luglio a Settembre (neve permettendo, informarsi chiamando i rifugi)
Tempo di percorrenza: 4.5 h escluse soste
Cartina Tabacco n° 6
Video dell'escursione:




Se a qualcuno manca l'ascesa al Piz Boè queste ultime settimane d'estate sono l'ideale per organizzarsi e partire per il picco più alto del gruppo del Sella e godersi questo angolo di paradiso

 

 
Era da molto che volevamo rifare la salita al Piz Boè e la giornata di ieri 27 agosto 2016 era l'ideale per condizioni meteo: 
Lasciamo l'auto presso il parcheggio della cabinovia Sass Pordoi e saliamo con la cabinovia, il paesaggio si presenta subito mozzafiato:


Ci guardiamo un po' intorno e scorgiamo il Sassolungo e Sassopiatto


Una breccia naturale ci fa vedere il Passo Pordoi:


Seguiamo gli ometti:



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Ecco la nostra meta di oggi: il Piz Boè


Paesaggi sublimi:


E' facile sentirsi piccoli piccoli di fronte alla maestosità di queste rocce:


In lontananza si vede il monte Pelmo sulla sinistra e il monte Civetta sulla destra


Cartelli CAI che indicano la nostra destinazione a 1 h e 15 minuti di cammino:


Escursionisti che ammirano il paesaggio:


Ci incamminiamo in direzione del Piz Boè sul pianoro:


Il sentiero scende di quota per circa 150 mt:


Scorgiamo il primo rifugio:


Eccoci al Rifugio Forcella Pordoi:


Dal rifugio prendiamo il facile sentiero 627 (siamo su un tratto dell'Alta via n° 2)


A questo punto troviamo un bivio: possiamo continuare per il sentiero 627 che porta al rifugio Boè e poi da lì salire al Piz Boè, oppure salire direttamente in vetta seguendo il sentiero 638. A livello di difficoltà le due salite si equivalgono ma noi consigliamo di passare prima per il Rifugio Boè in quanto il tratto che porta in vetta ha un ghiaione su cui è facile scivolare, meglio farlo in salita.


Paesaggio lunare:


Dei brevi tratti rinforzati aiutano le piccole salitine:


Alcuni tratti sono assicurati con corde:


Si procede in falsopiano:


Ci voltiamo e in lontananza vediamo l'arrivo della cabinovia e il rifugio forcella pordoi:


Procediamo in leggera salita:


Un altro bivio, procediamo per il rifugio Boè:


Vediamo sempre il Sassolungo e il Sassopiatto:


Dei picchetti segnano il sentiero:


Ultimo tratto prima del rifugio:


Si procede in leggera salita:


Siamo ormai prossimi al rifugio:


Ed eccoci Rifugio Boè:


Nei pressi del rifugio Boè parte la salita al Piz Boè, sentiero 638:


Ogni tanto diamo un occhiata al rifugio Boè e al magnifico paesaggio che gli fa da cornice:


Molti la percorrono in discesa ma come detto prima il ghiaione richiede piede fermo ed è facile scivolare, meglio percorrerlo in salita (infatti durante la nostra ascesa abbiamo visto scivolare sul ghiaione una decina di escursionisti)


Ci guardiamo un po' indietro...


... poi guardiamo avanti....


Ovunque ci giriamo la vista di questi paesaggi appagano qualsiasi sforzo:


Tutti quegli escursionisti sembrano delle formichine:


Attenzione: questo tratto di salita è attrezzato con corde d'acciaio ma ci sono un paio di pericolosi strapiombi, è meglio al bivio tenere la sinistra dove il tratto ferrato è meno pericoloso:


Proviamo per curiosità a tenere la destra ma è meglio non rischiare:


Giochi di chiaro-scuro:


Inizia il tratto attrezzato con tronchi e scale:


Breve tratto che porta ad un piccolo pianoro:

 
Tratto attrezzato, di facile percorrenza:
 

Ci guardiamo indietro:

 
Superati i tratti ferrati si percorre l'ultimo strappo per la vetta:
 

Manca poco...


Ed eccoci finalmente al Piz Boè (3152 mt):


Questo il panorama in vetta, in fondo a destra il Monte Civetta, in fondo in centro il Pelmo:


In centro il Pelmo:


In fondo a destra i monti facenti parte del Parco Naturale Fanes Senes Braies:


La zona verde a destra è la Val Gardena:


Il centro del gruppo del Sella:


In centro in fondo il Sasso Lungo e il Sasso Piatto:


Il rifugio forcella Pordoi e l'arrivo della cabinovia in lontananza:


Ecco il rifugio Capanna Fassa:


Croce commemorativa:


Cartelli CAI oggetto di varie foto:

 
Non si rifiuta una gustosa sosta in rifugio:
 
 
Dato che ci sono mi faccio fare una foto con questo sfondo meraviglioso:
 

Facciamo una pausa anche noi e dopo un po' salutiamo il rifugio Capanna Fassa:


Si scende per il sentiero 638:


La Marmolada:


Il nostro sentiero per il ritorno:


Panoramica:


Piccoli tratti attrezzati:


Ci guardiamo indietro:


Anche qui i tratti sono attrezzati ma in discesa è più facile questo versante (sud) in quanto non è scivoloso come il tratto nord


La Marmolada:


Il Monte Civetta:


Il Monte Pelmo:


Rifugio Capanna Fassa ormai lontano:


Altri facili tratti attrezzati:


Anche con scalette:


Curiosi questi ometti:


Ormai siamo quasi arrivati nuovamente al rifugio Forcella Pordoi:


Ritornati al Rifugio Forcella Pordoi si sceglie fra ritornare alla Cabinovia percorrendo i 150 mt di salita oppure prendere la discesa per il divertente canalone e ritornare direttamente al Passo Pordoi, noi ovviamente scegliamo il canalone:


Ci raccomandiamo di mantenere un piede ben stabile durante la discesa:


Si vede bene il passo Pordoi:


Panorama all'uscita dalla forcella:

 
Prati poco prima dell'arrivo al Passo Pordoi:
 

Un escursione dai panorami mozzafiato, consigliamo una sosta al Rifugio Forcella Pordoi a contemplare la bellezza del Col Alton e Toron (guardate verso Nord) poi ci racconterete le vostre impressioni con un commento su questo blog. Buona montagna a tutti!!!


 

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