domenica 1 luglio 2018

Torri del Vajolet sul Catinaccio - Rifugio Re Alberto e Santner

Zona: DOLOMITI DI FASSA
Partenza: RIFUGIO GARDECCIA (1950 mt)  Parcheggio seggiovia Vajolet 1 a Pera di Fassa  https://goo.gl/maps/BViEkGr9fzv e prendere la navetta per il rifugio Gardeccia (orari e prezzi)
Arrivo: RIFUGIO SANTNER (2734 mt)
Dislivello: 800 mt 
Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)
Periodo consigliato: da Giugno/Luglio ad Autunno (neve permettendo, informarsi chiamando i rifugi)
Tempo di percorrenza: 4 h escluse soste
Distanza totale da percorrere andata e ritorno: 8 km circa
Cartina Tabacco n° 6






Il massiccio del Catinaccio (patrimonio dell'Unesco) nasconde angoli di paradiso e la vista delle Torri del Vajolet dal rifugio Passo Santner è uno di questi. Il sentiero dal rifugio Vajolet al rifugio Re Alberto è per esperti (EE) in quanto molto ripido, sono presenti anche dei tratti con cordino d'acciaio per facilitare l'ascesa. Una volta arrivati al passo Santner (con omonimo rifugio che riaprirà a giugno 2019) il panorama è meraviglioso, le guglie delle torri del Vajolet si stagliano possenti nel cielo e alla base giace il rifugio Re Alberto, base ottimale per le scalate alle torri.

Prima di iniziare con la relazione fotografica un breve cenno alla bellissima leggenda di Re Laurino:

La leggenda narra che fra i massicci rocciosi del Catinaccio vi fosse un giardino di rose governato da Re Laurino. Alle nozze del Re D'Adige con la bella Similde vennero invitati tutti i nobili del regno, tranne Re Laurino, che partecipò rendendosi invisibile.
Alla vista di Similde, Laurino se ne innamorò e la rapì portandola con sé.
Il promesso sposo, insieme ai suoi guerrieri attaccò Re Laurino, il quale rendendosi invisibile cercò di nascondersi fra le sue rose, ma tradito dal movimento delle stesse venne catturato e imprigionato.
Irritato dall'avverso destino si girò verso il Rosengarten e lanciò una maledizione: nessuno avrebbe potuto ammirare il giardino né di giorno né di notte. Però dimenticò l'alba e il tramonto, percui accade che il Catinaccio sia all'alba che al tramonto si tinga di un rosa magnifico.

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L'escursione ha inizio a Pera di Fassa, dove si parcheggia l'auto nei pressi della seggiovia Vajolet 1 e si prende il bus navetta per il rifugio Gardeccia (1950 mt) dove inizia la camminata vera e propria (sentiero 256):


Uno sguardo alla cartina prima di partire:


Si passa a fianco dell'ormai abbandonato rifugio Stella Alpina:



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Sublime scorcio delle Pale de Mesdì (Larsech)


Il sentiero è bello largo, a volte passa qualche fuoristrada per il rifornimento ai rifugi:


Alcuni tratti sono quasi in piano, altri sono molto pendenti:


Vediamo il rifugio Preuss, che sorge di fronte al rifugio Vajolet, quella sarà la prima tappa del nostro percorso:


Uno sguardo al Rosengarten - Ciadenac - Catinaccio


Quasi arrivati al rifugio Preuss (2243 mt)


Ed eccoci arrivati al pianoro dive sorgono i rifugi Vajolet e Preuss:


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Dopo una sosta ripartiamo e sul piazzale dei rifugi troviamo un bivio:


A destra si va al rifugio Passo Principe e poi al lago di Antermoia (escursione già fatta un paio di anni fa, per chi vuole vedere la relazione fotografica ecco il link: http://www.montagnediescursioni.it/2015/07/giro-del-catinaccio-e-lago-antermoia.html)


Noi invece svoltiamo a sinistra per il rifugio Re Alberto:


Il cartello ci ricorda che il sentiero è per esperti:


Il sentiero è da subito ripido:


Uno sguardo indietro al pianoro dove sorgono i rifugi Vajolet e Preuss:


Ecco la forcella oltre la quale sorge il rifugio Re Alberto:


Il sentiero è abbastanza ripido:


I cavi di assicurazione aiutano l'ascesa:


Cavi di assicurazione:


Ultimi coni di neve dai giorni contati:



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Panorama stupendo, siamo quasi arrivati:


Quasi arrivati al rifugio Re Alberto:


Il rifugio fa parte del Parco Naturale Sciliar - Catinaccio


Fantastiche le Torri del Vajolet:


Quante volte abbiamo visto questa foto, questa volta vediamo questo spettacolo con i nostri occhi:


In mezz'oretta e percorrendo 100 mt di dislivello si arriva al Passo Santner e all'omonimo rifugio che riaprirà i battenti a giugno 2019:


Oltre il passo lo sguardo spazia sullo Sciliar:


Peccato che in questi giorni il laghetto sia secco: 


Il lato occidentale del gruppo del Catinaccio rappresenta una delle scogliere tropicali meglio preservate, è un laboratorio a cielo aperto dove si possono studiare e capire i rapporti tra le lagune, le barriere tropicali, le barriere recifali, le scarpate e i sedimenti che si depositavano in fondo al mare:


Dopo una pausa e un caffè riprendiamo la via del ritorno, che sarà la stessa dell'andata:


Il sentiero di ritorno dopo il rifugio Vajolet:


E siamo nuovamente al rifugio Gardeccia dove la navetta ci riporta al parcheggio di Pera di Fassa:


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